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Comunicaziuns de stampa

Defenüda zivica | 11.02.2026 | 09:00

Difesa civica e Caritas: confronto sui temi sociali più urgenti

Scambio di informazioni tra la Difensora civica Veronika Meyer, la responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni dell’Alto Adige Priska Garbin e la direttrice della Caritas Beatrix Mairhofer. Tra i temi principali, l’abitare a prezzi accessibili nonché le opportunità di integrazione di cittadine e cittadini extracomunitari e gli ostacoli che essi incontrano.

“La Difesa civica è spesso un punto di riferimento per persone che si trovano in situazioni di vita difficili o in condizioni di disagio sociale: per questo, per noi è fondamentale mantenere un costante scambio e flusso di informazioni con la Caritas, così da chiarire quali servizi e misure di sostegno siano più efficaci in questi casi”: lo evidenzia la Difensora civica Veronika Meyer. A questo scopo, Meyer e Priska Garbin, responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni presso la Difesa civica, si sono incontrate con la direttrice della Caritas, Beatrix Mairhofer, per discutere questioni di attualità: prima fra tutte, l’abitare a prezzi accessibili. “Una vita dignitosa dipende in modo sostanziale dalla possibilità di accedere a un alloggio a costi sostenibili, cosa che, a causa dell’elevato costo della vita, sta diventando in alto Adige una sfida sempre più grande per molte persone. È quindi importante creare sinergie tra la Difesa civica e tutte le istituzioni coinvolte, e accompagnare le persone nel miglior modo possibile attraverso le procedure amministrative», afferma Meyer.

Un ostacolo significativo per le cittadine e i cittadini non comunitari è rappresentato dalla rigida interpretazione dei titoli di studio conseguiti all’estero, come conferma anche Priska Garbin: i titoli di studio e le qualifiche professionali ottenuti in un Paese terzo non vengono infatti riconosciuti, nella maggior parte dei casi, né dall’Alto Adige né dall’Italia. “Concretamente, ciò significa che persone laureate o lavoratrici e lavoratori qualificati possono ottenere in Alto Adige al massimo un impiego come aiuto generico o un lavoro precario in un settore completamente diverso dal proprio”, spiega la direttrice Mairhofer. Considerata la carenza di personale qualificato, modelli di assunzione più flessibili rappresenterebbero un vantaggio per l’intera società altoatesina.

(DC)

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